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Domenica 6 marzo in sei città d’Italia, più in alcuni comuni minori, i cittadini sono stati chiamati a votare per le primarie del Centrosinistra, in attesa delle elezioni amministrative del 2016. A partire dalla mattina della giornata di votazioni, a Roma, Napoli, Trieste, Bolzano, Benevento, Grosseto e in altri comuni più piccoli si è presentato al seggio un numero consistente di cittadini, sfiorando i 20.000 nella sola mattinata nella capitale.

Dato l’elevato numero di presenze raccolte nella votazione alle primarie PD, si è parlato di un grande successo, cosa che i veri risultati hanno effettivamente confermato.

 

A Napoli si è visto invece un numero un po’ più ridotto, ma comunque consistente, con circa 7.000 cittadini ai voti. In alcune città si sono, invece, già svolte le votazioni del Centrosinistra; per esempio, a Milano è stato candidato Sala al ruolo di sindaco.

 

Le modalità di voto sono state le stesse in tutte le città, dove, per poter partecipare, è stato necessario presentare un documento d’identificazione, la tessera elettorale e sottoscrivere la carta dei valori del Centrosinistra, oltre che pagare una minima somma di un paio di euro.

 

Per quanto riguarda l’età, sono stati ammessi al voto le persone che hanno dimostrato di avere minimo 16 anni, sia se residenti in Italia che all’estero. Gli orari delle votazioni, invece, sono cambiati a seconda della città: a Roma le elezioni sono partite dalle 8.00 e si sono concluse alle dieci di sera, ad esempio.

 

Nonostante diversi problemi, come sabotaggi alle entrate e macchine parcheggiate di fronte agli ingressi, alla fine le primarie si sono svolte con regolarità in tutte le sedi.
L’arrivo dei risultati, come era logico aspettarsi, ha scatenato una guerra di ricorsi, che questa volta si sono visti a Napoli, tra Valeria Valente, vincitrice, e lo sconfitto Bassolino.

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